Blog

sistemi antincendio

In Italia, negli edifici civili, si verificano in media tra i 30.000 e i 50.000 incendi all’anno. Lo conferma il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che, nell’indagine “Gli incendi di natura elettrica” (a cura del Nucleo Investigativo Antincendi - Capannelle - Roma, settembre 2017), che evidenzia anche le percentuali di quelli ascrivibili a origine elettrica, distinte per attività:

Locali commerciali e scuole: 14%

Locali di pubblico spettacolo: 14%

Strutture alberghiere: 18%

Case di riposo: 34%.

Quali sono gli elementi più “colpevoli”? In testa i televisori (con il 21%), seguiti da condutture elettriche, quadri elettrici, apparecchi di illuminazione, lavastoviglie/lavabiancheria.

Tra i luoghi più a rischio, oltre a quelli commerciali/industriali (stabilimenti industriali, ma anche locali commerciali, bar e ristoranti, uffici, locali medici, strutture alberghiere, laboratori artigianali, ambienti agricoli e, nel 19% dei casi, le scuole), in primis gli edifici civili (con il 38%).

È ovvio le regole del “buon senso” aiutano ad arginare il problema, quindi controllare fonti di calore e luminose, la loro posizione e il loro spegnimento o controllo prima di uscire da casa, nel caso di strutture private.

Per assicurare però anche interventi tempestivi e arginare i danni potenziali, in caso di dimenticanza, non raro in questa vita fin troppo frenetica, la necessità di dotare la nostra abitazione e, soprattutto, le strutture pubbliche e commerciali di adeguati impianti di rivelazione e di allarme può risultare importante.

Attrezzare la vostra abitazione di un sistema di domotica può essere un’ottima soluzione per la sicurezza a 360° (articolo al link http://www.s3sistemi.it/blog-3s-sistemi/93-domotica-la-sicurezza-che-fa-risparmiare.html).

Esistono però anche impianti elettronici installati allo scopo di rilevare e segnalare automaticamente un principio d’incendio nel minor tempo possibile, in modo tale da consentire la protezione delle persone oltre che quella dei beni materiali e culturali, segnalando il pericolo tempestivamente, prima che sia troppo tardi.

A questo proposito possiamo avere impianti di rivelazione, una serie di componenti in grado di rilevare e segnalare la presenza di un incendio all'interno, integrati ai sistemi di allarme incendio. Sono tipicamente costituiti da apparecchiature elettroniche che possono essere integrati con tutte le tecnologie moderne.

Impianti di segnalazione, servono a preservare e salvaguardare la vita umana. Avvisano acusticamente o visivamente della presenza di un incendio in atto, è importante nella progettazione di un impianto individuare la giusta posizione per ogni segnalatore.

Impianti interattivi, integrazione dei sistemi antincendio d’impianti ad alta tecnologia che permettono di avere, ad esempio, la segnalazione da remoto di un evento nella propria abitazione, ufficio o attività commerciale.

0
0
0
s2smodern
sicurezza Friuli Venezia Giulia

La giunta regionale del Friuli Venezia Giulia provvederà a conferire un finanziamento agli Enti locali, a partire dal 2019, destinato ai cittadini per contribuire a coprire le spese per l'installazione di impianti di sicurezza nelle abitazioni private.

La norma, per la quale quest'anno sono stati stanziati a bilancio 500 mila euro, modifica alcuni articoli del precedente capitolato. I sistemi di sicurezza ammessi a contributo sono: sistemi antifurto, antirapina, antintrusione e videosorveglianza. Rientrano tra gli interventi anche l'installazione di sistemi di videosorveglianza collegate con centri di vigilanza privati, impianti di videocitofonia, apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline, sistemi di allarme, rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti.

Inoltre rientrano nel possibile finanziamento anche l'acquisto e posa di porte e persiane blindate o rinforzate, saracinesche e tapparelle metalliche con bloccaggi, porte e finestre con vetri antisfondamento, grate e inferriate su porte o finestre, serrature antieffrazione e spioncini su porte. Gli interventi devono essere eseguiti su immobili o porzioni di essi adibiti a residenza della persona fisica che richiede il contributo. L'importo massimo della spesa ammessa è pari a 3000€, iva compresa, mentre quella minima è stata stabilita in 1000€ (iva compresa). Il contributo erogabile sarà pari al 50% della spesa.

                                                                                                                                                                                        

Chi può accedere al finanziamento?

Gli enti beneficiari saranno i Comuni singoli, enti capofila di gestioni associate tra Comuni non partecipanti alle Unioni territoriali intercomunali (Uti) di riferimento e le Uti stesse in nome e per conto delle amministrazioni locali che vi partecipano. Entro il 31 gennaio le amministrazioni interessate al ricevimento dei contributi devono presentare domanda alla Regione. Il direttore di servizio, entro il 28 febbraio, provvede al riparto delle cifre a seconda del numero dei richiedenti. A loro volta i Comuni, entro il 30 aprile, devono adottare ed emanare un apposito bando e la relativa modulistica per la presentazione delle domande dei cittadini, dandone adeguata pubblicità.

Dal 1 maggio al 30 settembre di ciascun anno, i soggetti interessati a richiedere il contributo devono presentare domanda agli Enti locali, per una spesa il cui pagamento è stato effettuato tra il 1 gennaio e il 30 settembre. Infine, per essere ammessi in graduatoria è richiesta la residenza in Friuli Venezia Giulia da almeno cinque anni, rispetto ai due previsti nel precedente regolamento.

(http://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/comunicato.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/notiziedallagiunta/&nm=20180629152807006)

Voi cosa ne pensate di questa iniziativa? Vorreste un bando simile a quello descritto per la vostra regione?

Lasciate un commento.

0
0
0
s2smodern
libera circolazione dati ue

Nuovo passo in Europa verso la libera circolazione dei dati: si potrà archiviare e processare dati ovunque all’interno dell’Unione europea. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno raggiunto un’intesa politica.

Qualsiasi restrizione non giustificata verrà esclusa dalle nuove regole e saranno rimosse le barriere all’entrata che impediscono il libero flusso dei dati. Gli Stati membri dovranno comunicare alla Commissione europea le restrizioni o la localizzazione dei dati in situazioni specifiche, limitate al processo dei dati del settore pubblico. In base ai calcoli della Commissione europea, la libera diffusione dei dati - un passo in avanti anche per rafforzare la digitalizzazione dell’economia e dello spazio pubblico - potrà essere ragione di una crescita aggiuntiva del Pil pari al 4% entro il 2020, circa 739 miliardi di euro.

Andrus Ansip, vicepresidente per il Digital single market, spiega come le restrizioni alla localizzazione dei dati sono segni di un protezionismo che non trova spazio in un mercato unico: questo passo avanti verso la libera diffusione dei dati non personali ha come obiettivo quello di promuovere innovazioni tecnologiche e nuovi modelli di business, oltre che a creare uno spazio dati europeo per tutti i tipi di dati. “I dati sono la spina dorsale dell’odierna economia digitale”, spiega Mariya Gabriel, commissaria europea per l’Economia e la società digitale. E continua: “con questo accordo ci avviciniamo all’obiettivo di completare il Digital single market entro la fine del 2018”.

I limiti alla localizzazione dei dati e gli ostacoli alla loro circolazione tra sistemi informatici rappresentano per il momento un freno per le imprese, che impediscono di sfruttare appieno i servizi di cloud, scegliere le migliori soluzioni di costo per l’archiviazione, cambiare fornitore di servizi o ritrasferire i dati sui propri sistemi informatici.

Rappresentano restrizioni tutte le previsioni che suggeriscono o impongono l’archiviazione a livello locale: le raccomandazioni delle autorità di vigilanza, le norme in materia di segreto professionale, ad esempio nel settore sanitario, le norme generali sulle informazioni generate dal settore pubblico, anche in assenza di dati sensibili. Con il principio del libero flusso dei dati, le imprese potranno evitare la duplicazione dei dati in più luoghi, entrare in nuovi mercati e potenziare le loro attività.

Sarà garantita la possibilità di controllo: le autorità pubbliche saranno in grado di accedere ai dati per verifiche e controlli di supervisione a prescindere dal luogo in cui sono archiviati. I singoli Stati potranno sanzionare gli utenti che non forniscono l’accesso ai dati archiviati in un altro Stato membro della Ue. L’archiviazione e le altre forme di elaborazione all’estero non potranno rappresentare un valido motivo per rifiutare l’accesso alle autorità di regolamentazione nazionali. L’accesso dovrà essere consentito ogni volta che il regolatore nazionale avrà il diritto di chiederlo al titolare dei dati e nel caso in cui sia necessario per l’esercizio delle funzioni ufficiali del regolatore. Quest’ultimo potrà avvalersi anche di un meccanismo specifico di cooperazione per chiedere l’assistenza di un altro Stato membro.

Verrà incoraggiata la creazione di codici di condotta per i servizi in cloud, in modo da facilitare il passaggio tra i fornitori di tali servizi sulla base di scadenze precise. I provider dovranno fornire informazioni dettagliate, chiare e trasparenti agli utenti professionali, prima della sottoscrizione del contratto di archiviazione ed elaborazione dati.

Le norme in questione non riguarderanno i dati personali, la cui libera circolazione e portabilità è già prevista dal Gdpr (puoi leggere il nostro articolo sulle norme Gdpr al link http://www.s3sistemi.it/blog-3s-sistemi/89-la-rivoluzione-della-privacy-gdpr.html). Il nuovo regolamento non avrà perciò alcun impatto sull’applicazione del regolamento sulla protezione generale dei dati. Tuttavia, le due normative insieme permetteranno il libero flusso dei dati, personali e non personali, creando uno spazio europeo unico per i dati.

(Fonte: Corcom Daily News e Secsolution.com)

0
0
0
s2smodern

L’intrusione di un malintenzionato, una fuga di gas, qualche “guaio” combinato dai nostri animali domestici, la rottura di una tubazione dell’acqua o anche un guasto all’impianto elettrico sono tra gli imprevisti che possiamo controllare già oggi a distanza, grazie a sistemi che integrano i nostri smartphone e che fanno della nostra abitazione una casa domotica.

0
0
0
s2smodern

S3 Sistemi

Azienda specializzata in Impianti elettrici civili e industriali in domotica e building automation ed in sicurezza.

Richiedi una consulenza GRATUITA! Contattaci

Follow us:

Newsletter